MYOPSITTA MONACHUS

MYOPSITTA MONACHUS

ll parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus) è un uccello della famiglia degli Psittacidi. È l'unica specie del genere Myiopsisitta e insieme al parrocchetto dal collare (Psittacula krameri) la sola ad essere stabilmente nidificante in Italia. E’ conosciuto anche con il nome di Cata.

Agile e affusolato pappagallo dalla colorazione generale verde chiaro, con fronte, guance e petto grigio chiaro, ventre giallognolo sfumato in verde; remiganti e timoniere blu. Con l'uccello in volo si nota maggiormente il blu della coda e della parte inferiore dell'ala. Ha becco bruno, iride marrone e zampe grigie. La taglia si aggira attorno ai 29  cm. È classificato in 4  sottospecie:


1   M. m. monachus, sottospecie nominale;
2   M. m. calita, con minore presenza del colore grigio sulla fronte e con la colorazione blu dell'ala più scura;
3   M. m. cotorra, simile al  M. m. calita  ma con la tonalità giallognola dell'addome più estesa e chiara;
4  M. m. luchsi, con il colore grigio di tonalità più chiara e brillante, più esteso sul capo e sul petto; sul ventre è presente una banda giallognola molto evidente.

È originario di una vasta area della parte sud-orientale del  Sudamerica, che include  Argentina, Paraguay, Uruguay, Bolivia e Brasile, dove è spesso cacciato come uccello dannoso alle coltivazioni, ciononostante è ancora molto comune. Vi sono colonie di questi uccelli, sfuggiti alla cattività e perfettamente ambientatisi anche in  Europa  e negli  Stati Uniti: una colonia di notevoli dimensioni è localizzata dentro la città di New York. In Italia vi sono diverse grandi città tra cui  Roma  che hanno nei parchi o nei viali bande di parrocchetti monaci di 20-40 individui. In cattività è diffusissimo e si riproduce con facilità e se non fosse così chiassoso la sua diffusione sarebbe ancora maggiore dato che si tratta di un pappagallo docile e giocherellone. Con un addestramento costante può arrivare anche a parlare. Infatti se un pappagallo parla, le parole sostituiranno le grida e la convivenza risulterà ancora più piacevole. Tendono a masticare tutto ciò che cade dai loro becchi. Pur non essendo tanto longevi come i pappagalli, in cattività possono arrivare a vivere circa 25 anni se ricevono una buona cura. Il suo allevamento non rappresenta delle grosse difficoltà, (animale molto robusto e resistente) ma come in tutte le specie ci vuole una certa attenzione.

Uccello normalmente di pianura o di collina, ama le foreste aperte, quelle a galleria lungo i corsi d'acqua, le boscaglie di acacie e le savane alberate. Normalmente è diffuso fino a quote attorno ai 1000 metri, ma si adatta molto bene anche a quote più elevate tanto che la  M. m. luchsi  è stata segnalata fino a 3000 metri. In alcune aree, la piantumazione con alberi ad alto fusto come l'Eucalyptus  lo ha notevolmente avvantaggiato. È gregario, socievole e stanziale: crea gruppi stabili molto numerosi, anche oltre i 100 individui, che, emettendo continui richiami molto forti, si muovono insieme alla ricerca di cibo: semi di cardi, di erbe prative, di alcuni alberi, frutta, bacche, fiori e occasionalmente larve e insetti. Non è un uccello particolarmente dinamico, anzi predilige una vita piuttosto sedentaria trascorsa per vario tempo nel nido. Il periodo riproduttivo inizia a  ottobre  e, se la stagione è favorevole, può portare a termine anche due covate. Costruisce grandi nidi coloniali sulle cime di grandi alberi anche a 20 metri di altezza. Un nido medio che ospita da una decina a una ventina di coppie arriva a pesare anche 200  kg. Per questo i parrocchetti monaci collegano saldamente le strutture del nido a rami grandi all'attaccatura con il tronco, quindi intrecciano decine di rametti e formano una grande «fascina» percorsa da tunnel comunicanti e da camere di cova dove ogni femmina depone 5-8 uova che vengono incubate per 20 giorni. 
In cattività, insieme ad una scatola nido grande avranno bisogno di una grande quantità di rami che si incaricano di masticare e di mettere dentro.  
Depongono circa 4 o 5 uova, che la femmina incuba per circa 26 giorni.  
In generale è la femmina che si prende cura del nido, mentre il maschio la nutre. I piccoli si involano entro le 6 settimane dalla schiusa. I Parrocchetti monaci formano coppie per tutta la vita, quindi non è consigliabile separarli una volta che hanno allevato. I piccoli si involano entro le 6 settimane dalla schiusa. Ci troviamo di fronte ad una specie che rientra nella CITES, e quindi deve sottostare a tutti quegli obblighi che la legge ci impone (denunce di nascita, cessioni ecc.), già da qualche tempo come allevatori siamo obbligati a dotare i nostri soggetti con un segno di identificazione, quello più facile è l’anellamento, che consiste nel mettere un anello del diametro appropriato in una zampa quando il soggetto è ancora piccolo, così da risultare inamovibile a crescita completata.
Il sesso dei parrocchetti monaci è molto difficile da riconoscere, perché, a quanto pare, sono uguali. Si dice che il maschio ha la testa più grande così come la zona delle guance e del becco, ma è molto difficile determinare il sesso in questo modo. L'unica differenza tra maschi e femmine è la lunghezza della coda, che è più pronunciata nel maschio. Per essere sicuri sul sesso è consigliabile fare loro il test del Dna.
Il parrocchetto non ha una colorazione particolarmente evidente, il corpo robusto ha colore verde chiaro, la fronte, le guance grigio chiaro   e il sottogola è grigio a balze più chiare, mentre il petto è verde giallognolo, la coda e le remiganti sono blu.
Il becco, con la forma caratteristica più larga alla base, è di color ocra bruna, occhi con iride marrone e le zampe sono grigie.
L’espressione accattivante varia dal buffo al severo.
Le mutazioni esistenti del parrocchetto monaco sono: mutazione blu e mutazione lutino.
Esistono anche delle sottospecie:
myiopsitta cotorra: di dimensioni minori ma colori più vivaci sulla testa e con grigio sul petto;
myiopsitta calita: più piccolo e con colori senza sfumature bluastre, mentre il ventre è ocra-verde con remiganti blu intenso;
myiopsitta luchsi: dimensioni come il monaco con colori più biancastri sulla fronte e petto, e l' addome ocra chiaro.
Alimentazione: Si nutrono come i grandi pappagalli. C'è anche da dare loro molta verdura e frutta, evitando sempre l'avocado, dal momento che è velenoso per gli uccelli.
Allevato a mano può diventare un ottimo compagno e pet da compagnia. E’ importante creare sempre nuove sollecitazioni e giochi, se opportunamente stimolato risponde a proposito, riproducendo suoni, fischi, intonazioni e parole .
Adora bagnarsi e si lascia fare la doccia allargando le ali, ancor più divertente vederlo sguazzare ibìn una ciotola piena d’acqua.
 Come già detto sopra il parrocchetto monaco è piuttosto sedentario ed è affezionato alla sua “casa”, infatti se lasciato libero in una stanza, o in casa, ritorna spontaneamente alla sua   postazione abituale.

 

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